Trattamenti shiatsu e fibromialgia

Trattamenti shiatsu e fibromialgia

Possono i trattamenti shiatsu portare benefici a coloro che soffrono di fibromialgia?

Scopriamo insieme se e come il trattamento shiatsu (erroneamente definito massaggio shiatsu) può essere d’aiuto a chi possiede questa sindrome spesso pesantemente invalidante.

Prima di tutto andiamo a vedere un riassunto dei punti chiave.

Fibromialgia sintomi

La fibromialgia è un disturbo che colpisce i muscoli e i tessuti fibrosi (come tendini e legamenti) caratterizzato da dolore cronico e rigidità diffusi spesso associata con una varietà di sintomi o disfunzioni quali cefalea, sensazione di fatica estrema, disturbi dell’umore e del sonno.

Altri sintomi legati alla fibromialgia, oltre ai dolori muscolari diffusi, sono la sensazione di formicolio, di intorpidimento o di aghi che pungono, la sensazione di gonfiore nelle zone colpite da dolore e il calo della concentrazione e della memoria a breve termine.

Cos’è lo shiatsu?

Lo shiatsu è una tecnica che si serve di pressioni manuali applicate su punti precisi del corpo. La parola shiatsu infatti deriva dai due termini giapponesi “shi” e “atsu” che significano rispettivamente dita e pressione.

Lo scopo del trattamento shiatsu è quello di risolvere gli squilibri energetici favorendo il rilascio delle tensioni che potrebbero avere effetti negativi sia sul corpo che sulla mente.

Viene praticato da operatori olistici che hanno alle spalle diversi anni di formazione per diventare operatori shiatsu e vari anni di esperienza sul campo.

Shiatsu benefici

Esistono diversi benefici legati a questa pratica, per questo faremo un riassunto dei principali:

  • Rilassamento dei muscoli e delle articolazioni dolenti: lo shiatsu aiuta ad alleviare le tensioni con vantaggi notevoli sulla riduzione del dolore
  • Aiuta a ridurre ansia e stress
  • Rilassa il sistema nervoso
  • È un ottimo alleato contro mal di schiena, mal di testa, irritabilità e invecchiamento precoce.

Per approfondire l’argomento leggi questo articolo sul massaggio shiatsu.

Trattamenti shiatsu e fibromialgia

Diversi studi hanno cercato di comprendere se il massaggio shiatsu può apportare benefici a chi è affetto da fibromialgia utilizzando criteri della ricerca scientifica.

Ad esempio, il Department of Physical Therapy, Occupational Therapy and Speech Therapy della Scuola di Medicina dell’Università di San Paolo (Brasile), ha condotto nel 2013 uno studio sugli effetti dello shiatsu sui sintomi della fibromialgia.

I risultati sono stati considerati “clinicamente rilevanti” in relazione sia alla soglia del dolore successiva alla pressione applicata nei punti dolenti, sia agli indici di qualità del sonno, sia alla soddisfazione generale dei pazienti.

Due anni dopo, un altro gruppo di studiosi appartenenti allo stesso Istituto ha pubblicato i risultati di una ricerca che aveva come scopo stabilire l’impatto di diverse tipologie di massaggi e trattamenti in pazienti affetti da fibromialgia.

La raccolta dei dati durata 13 anni ha rivelato che “lo shiatsu migliora la percezione del dolore, la soglia dello stesso alla pressione, l’affaticamento, il sonno e – più in generale – la qualità della vita”[1].

Gli studi dei nostri operatori olistici ricevono spesso persone che sono affette da fibromialgia che riscontrano grandi benefici a seguito dei trattamenti shiatsu.

La domanda se lo shiatsu può aiutare davvero persone affette da sindrome fibromialgica continua comunque a restare nella mente di tanti

Per questo motivo riporteremo due recenti casi e illustreremo i risultati ottenuti traendo anche qualche spunto di riflessione.

Liberarsi dalla gabbia

La signora Anita F. di 50 anni, arriva in studio dicendo di sentirsi “rigida come una tavola di legno”.

Lamenta inoltre continui dolori muscolari e articolari da circa cinque anni.

I sintomi sono esattamente quelli della fibromialgia: irrigidimento, dolori diffusi e continui, tensioni muscolari, disturbi del sonno.

Inoltre la signora Anita lamenta di accumulare peso nonostante mangi poco.

A questo punto viene fatta una valutazione iniziale dalla quale emerge che le zone più sofferenti sono quelle di stomaco, milza e pancreas.

Dopo tre sedute la signora Anita percepisce un miglioramento generale sul piano fisico, una sensazione di rilassamento e avverte meno dolore.

Dopo quattro trattamenti i dolori tornano ad essere più acuti, ma nelle due sedute successive migliorano nuovamente.

Al termine del ciclo di otto trattamenti shiatsu, la signora Anita afferma che i dolori sono complessivamente diminuiti e sono ora percepiti come “contratture sostenibili che passano di solito facendo una doccia calda”.

Analisi della situazione

La testimonianza della signora Anita sembra dunque confermare la validità degli studi sopra citati.

È importante sottolineare anche il percorso fatto dalla signora sia sul piano mentale che sul piano psichico durante il ciclo di trattamenti.

La signora Anita infatti inizialmente e comprensibilmente alternava momenti  di rabbia e momenti di resa per la sua condizione di sofferenza costante.

Durante le prime sedute dice di sentirsi “bloccata in una gabbia, senza via d’uscita“, una condizione davvero esasperante.

Pian piano, la signora Anita acquisisce fiducia e consapevolezza e inizia a ricostruire la sua vita identificando come la causa principale del suo malessere una situazione difficile con il marito, ricoperta di violenze fisiche e psicologiche, una prigionia che la tiene legata a causa anche di una forte dipendenza economica.

A peggiorare il tutto un incidente avvenuto cinque anni prima, dopo il quale emergono i primi sintomi connessi alla fibromialgia.

La gabbia nella quale si sente prigioniera inizia quindi a prendere forma.

A questo punto la signora Anita comincia lentamente a reagire e dopo due trattamenti riporta un miglioramento dell’attenzione e una capacità maggiore di focalizzarsi sui suoi progetti di vita, iniziando così la ricerca di un impiego.

Dopo cinque trattamenti ha trovato un lavoro e si ripromette di non mettersi mai più in condizioni di ricatto economico.

Al termine del ciclo di otto trattamenti, la signora Anita non ha completamente risolto la sua condizione fibromialgica, ma ha iniziato a comprenderne le radici profonde, pensando a se stessa e la propria salute.

Il termine del ciclo di trattamenti shiatsu non ci permette di osservare e analizzare oltre la vita di Anita, ma un dato sembra rilevante: la signora è riuscita a percepire un miglioramento della qualità della sua vita a livello fisico ma anche – e questo ci sembra un risultato ancora migliore – relativo alla delicata situazione emotiva.

Il risultato di un rapporto causa-effetto tra un intervento esterno praticato dall’operatore shiatsu e un intervento interno derivante da una migliore percezione di sé.

Tornare a sognare

tornare a sognare

La signora Maddalena D., 55 anni, dice di soffrire da diversi anni di fibromialgia.

Lamenta contratture muscolari continue, dolore, rigidità, pruriti e bruciori, sensazione di freddo, difficoltà a dormire e a perdere peso nonostante le numerose diete.

Dopo la valutazione iniziale, le zone più sofferenti sono quelle di cistifellea e polmone, entrambe molto gonfie.

Maddalena inizia così un ciclo di trattamenti shiatsu settimanale.

Già dal secondo incontro dice di sentirsi più energica e di riuscire a dormire meglio.

Andando avanti con le sedute, i benefici che percepisce si prolungano, anche se la loro portata diminuisce se l’intervallo tra una seduta e l’altra supera la settimana.

Anche gli altri dolori lamentati inizialmente da Maddalena trovano sollievo col passare delle sedute, la quale sostiene, pur con qualche ricaduta, di percepire un miglioramento sensibile.

Oggi, dopo circa 30 trattamenti, Maddalena afferma che la sua situazione è quella di una “contrattura generica”, non più focalizzata su specifici punti e di conseguenza più gestibile.

Analisi della situazione

Maddalena durante la prima seduta era divisa in due: da un lato presentava momenti vicini alla depressione, una tristezza che poteva leggersi nei suoi occhi, nella sua postura e nel suo modo di esprimersi, dall’altro lato presentava attimi di pura rabbia.

Anche la signora Maddalena, nel corso delle sedute, inizia a ricostruire la sua storia cominciando a tracciare una linea che collega la sua vita al peggioramento o miglioramento della sindrome fibromialgica.

Emergono infatti due situazioni chiavi: mobbing sul lavoro e la condizione di forte handicap di suo figlio, che sta affrontando da circa 20 anni.

Maddalena si accorge che quando riesce a gestire queste situazioni si sente bene anche fisicamente, mentre quando non riesce a farvi fronte la situazione peggiora e inizia a provare maggiore dolore e contrattura muscolare, oltre a forti attacchi di ira che, una volta terminati, la incupiscono, continuando a trasportarla da uno stato emotivo a un altro.

Col passare del tempo si rende conto che, dopo un trattamento, inizia a sentirsi leggera.

“Solo allora mi sono accorta di quanto prima fossi contratta”, dice all’operatore durante una seduta, prendendo così consapevolezza di come avesse fino ad allora percepito come normale lo stato di contrazione costante.

Trattamento dopo trattamento, Maddalena inizia a prendere in mano la sua vita, iniziando una nuova dieta che la porta a perdere qualche chilo e si iscrivendosi a un corso di arti marziali per principianti che la aiuta nel suo percorso, inoltre la sera inizia a fare esercizi di respirazione e rilassamento che vanno a influire positivamente sulla gestione della rabbia e sulla qualità del sonno.

Un altro aspetto importante per la signora Maddalena è la capacità di tornare a ricordare i sogni, cosa che da mesi non era più in grado di fare, procurandole una grande sofferenza.

Sia Anita che Maddalena hanno in comune il fatto che sono riuscite a intraprendere un percorso di scoperta di sé, comprendendo le motivazioni delle loro disarmonie fisiche e psichiche e iniziando così ad affrontarle cambiando stile di vita.

Ora Maddalena, quando viene in studio afferma “finalmente dormo nuovamente con i miei sogni”, “le mie amiche mi trovano così bene”, “mi piace muovermi come quando avevo 30 anni”.

Frasi di questo genere rendono bene l’idea di come lo shiatsu, prima ancora risolvere la fibromialgia, è in grado di accompagnare le persone verso un diverso approccio alla propria salute, che passa innanzitutto verso la riconnessione con loro stessi.

Si ringraziano Veronica Dolfi e Fabrizio Falaschi, Operatori e Insegnanti Shiatsu, per la collaborazione nella stesura dell’articolo.

[1] Susan L.K. Yuan, Luciana A. Matsutani e Amélia P. Marques, “Effectiveness of different styles of massage therapy in fibromyalgia: a systematic review and meta-analysis”, Journal of manipulative and physiological therapeutics, 2015

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