Il massaggio ayurvedico in gravidanza

Il massaggio ayurvedico in gravidanza

La gravidanza è un momento molto delicato per una donna: il corpo subisce una trasformazione che molto spesso fa paura e bisogna imparare a conoscere il suo organismo durante nove mesi di cambiamenti, a riconoscere i segnali che il corpo invia e ad interpretarli al meglio, riuscendo così a captare anche lo stato del bambino che cresce in grembo.

Si tratta di un periodo molto intenso che va affrontato nel migliore dei modi, con le giuste cure e la giusta attenzione e il massaggio ayurvedico in gravidanza può avere una grande importanza per il benessere della mamma e del bambino.

Il dosha del piccolo si formerebbe già nella pancia della mamma, poi le proporzioni si possono modificare o addirittura cambiare nel corso della vita in base alle esperienze vissute, al regime alimentare e all’ambiente e per non disturbare i dosha del piccolo in grembo, si dovrebbe usare un olio particolare per eseguire il massaggio, privo di profumazione, neutro.

L’ambiente in cui viene eseguito è fondamentale: deve essere confortevole, comodo, la luce soffusa e delicata, la musica dolce che può variare in base ai gusti della mamma. Bisognerebbe attendere fino alla fine del primo trimestre per iniziare un trattamento ayurvedico, chiedendo consiglio al proprio ginecologo per scongiurare possibili controindicazioni dovute ad esempio alla presenza di vene varicose o ad altre problematiche di tipo ostetrico. Una volta ottenuto il nulla osta dal medico, le donne in gravidanza possono iniziare dal terzo mese fino al parto.

Il massaggio ayurvedico potrebbe intervenire in maniera mirata a seconda dei dosha e dei differenti problemi legati ad un determinato modo di essere e alleviare le problematiche.

Con il passare dei mesi la donna Vata non si preoccuperà dell’aumento di peso, ma deve stare molto attenta all’ansia, agli sbalzi d’umore possibili e al problema dell’insonnia, inoltre è molto soggetta a smagliature e a secchezza della pelle.

La mamma Pitta tende ad aumentare di peso, ma i chili si distribuiscono in maniera armonica su tutto il corpo, il punto debole è lo stomaco con la possibile comparsa del reflusso gastro-esofageo a causa della crescita della pancia.

La donna Kapha tende a mangiare troppo, non riuscendo trovare un giusto equilibrio: il problema principale quindi sarà l’accumulo di grasso e di conseguenza il rallentamento della circolazione che può essere accentuato in gravidanza.

Garbabhyangam: una tradizione indiana

 Il massaggio in gravidanza (garbabhyangam) è una parte fondamentale della tradizione ayurvedica. Coinvolge tutto il corpo e si concentra su specifici punti a seconda del mese di gestazione e della predisposizione della mamma. Il corpo impara man mano a bilanciare gli equilibri nuovi dati dallo stato interessante e si vanno a sollecitare i muscoli della schiena, quelli che lavorano di più.

Secondo la tradizione millenaria ayurvedica  è molto importante dedicate una parte della giornata agli esercizi Yoga, alla respirazione Pranayama, al massaggio e anche all’automassaggio. Il trattamento in gravidanza viene in genere praticato dal futuro padre o da un operatore di fiducia in modo tale che sia pienamente rilassante e piacevole.

Anche dopo il parto la mamma dovrebbe essere massaggiata tutti i giorni, con un’attenzione particolare alla pancia, al bacino e alla schiena. La donna ha bisogno di ritrovare un equilibrio non solo fisico, ma anche psicologico.

Mal di schiena

Sottoponendosi ad un massaggio ayurvedico si possono avere diversi benefici durante la gravidanza. Il beneficio principale è quello di ridurre il mal di schiena tipico delle donne in gravidanza, causato dai continui adattamenti della postura e che potrebbero causare problemi soprattutto a livello lombare: quindi l’operatore interverrà proprio su determinati punti lungo la colonna vertebrale.

Gonfiore alle gambe

Un altro beneficio del massaggio ayurvedico potrebbe essere quello orientato alla riduzione del senso di gonfiore delle gambe: intervenendo direttamente sugli arti inferiori con movimenti leggeri e costanti le donne incinte potrebbero ricevere un enorme sollievo da questo fastidioso problema.

Altri benefici

Grazie all’utilizzo di determinati oli provi di profumo e ricchi di vitamine, si potrebbe puntare ad un trattamento anti smagliature. Il massaggio, poi, favorisce il rilassamento e sarebbe un valido alleato contro l’insonnia. Potrebbe favorire l’ossigenazione della pelle e tenere sotto controllo l’ansia. Il massaggio è dolce e per nulla invasivo, perciò è particolarmente indicato in tutte le fasi della vita, anche in gravidanza.

Il massaggio Shantaka al bambino

Anche il neonato ha bisogno di cure e attenzioni e il massaggio Shantaka potrebbe servire per eliminare stress e tensioni causate dalla posizione fetale nel grembo. Agirebbe sul sistema circolatorio e sull’ossigenazione delle cellule, eliminando le tossine attraverso i tessuti e aiuterebbe anche nella digestione, eliminando dolori e gas nella pancia.

Durante lo sviluppo del bambino il massaggio aiuterebbe a tonificare i muscoli, a rinforzare le articolazioni, a stimolare la circolazione sanguigna, a rilassare il piccolo favorendo il riposo tranquillo. Il contatto mamma-figlio grazie al massaggio crea un dialogo profondo e intimo, instaurando un rapporto di fiducia e di protezione fondamentale per entrambi.

Si tratta di un massaggio che ha origine nella regione del Kerala, a sud dell’India. È una tradizione molto antica che si tramanda di generazione in generazione e fa riferimento ai principi basilari della Medicina Ayurveda. Lo Shantala va eseguito generalmente al mattino presto o al tramonto: i momenti più tranquilli della giornata, lontani da rumori di qualsiasi genere.

Non va praticato dopo l’allattamento e si usa in genere l’olio di cocco o di senape: le mani devono essere ben aderenti alla pelle, il piccolo va adagiato sulle gambe del genitore che sta in una posizione comoda: o sul tappeto o su un cuscino. L’ambiente scelto è fondamentale: deve essere tranquillo e ben riscaldato così da non far prendere freddo al bambino. Dapprima si stabilisce un contatto visivo tra madre e figlio e poi si può procedere con il trattamento.

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