Ayurveda: quali sono le pietre da usare?

Ayurveda: quali sono le pietre da usare?

L’Ayurveda utilizza diversi minerali e pietre preziose per riequilibrare i tre Dosha: Vata, Pitta e Kapha che formano il nostro essere. L’uso di gemme e cristalli si ritrova in quasi tutte le civiltà, basti pensare che i Faraoni egiziani portavano dei Lapislazzuli incastonati nei copricapi per avere una mente lucida, senza preoccupazioni.

Le gemme si originano dal fuoco “Agni” che è il principio dell’energia e vengono fatti specifici massaggi con i cristalli e si usano le gemme nelle rispettive sedi dei sette chakra dove in ognuno dei sette punti si appoggiata una gemma che armonizzerebbe l’energia.

In ognuno di noi ci sono due Dosha allo stesso livello e un terzo che predomina: Vata è costituito da etere e aria, Pitta da fuoco e acqua, Kapha da acqua e terra. Le diverse combinazioni dettano le attività che si svolgono dentro di noi e per mantenere un equilibrio stabile come quando nasciamo, abbiamo bisogno che i tre Dosha si stabilizzino.

Ogni cosa che troviamo in natura può contenere i cinque elementi fondamentali (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Etere) e quindi anche le pietre preziose contengono questi elementi combinati fra loro: le gemme possono sprigionare proprietà energetiche direttamente sulla persona che stabilisce con esse un contatto, semplicemente indossandole o tenendole fra le mani; l’effetto benefico si potrebbe avere anche bevendo il liquido in cui le pietre sono state immerse per una intera notte.

Oro e argento

 L’oro e l’argento amplificano l’effetto delle pietre e possono essere usati per incastonarle e in un certo senso conservarle.

L’oro è caldo, dolce e rappresenta la solidificazione dei raggi solari: molto indicato per Vata, per chi cioè è sempre in movimento ed ha un fisico snello. L’oro va utilizzato con cautela da chi è Pitta: fisico normale, amanti dell’ordine e dell’organizzazione, ma attratti da ambienti freddi. L’oro aumenterebbe la resistenza vitale, rafforzerebbe il cuore e i polmoni, la milza e il sistema nervoso. Inoltre avrebbe degli effetti benefici anche sulla memoria, sulla comprensione e in generale sull’intelligenza.

L’argento è acido e freddo, al contrario dell’oro, molto rinfrescante e va in aiuto di Pitta per tenere a bada l’impazienza e l’irritabilità di Pitta e la confusione di Vata. L’argento avrebbe degli effetti positivi soprattutto sull’apparato digestivo, sullo stomaco e sui problemi legati al ciclo mestruale.

Mercurio, ferro, rame

Il mercurio non si usa così come si trova in natura, allo stato puro, poiché sarebbe troppo potente ma si fa reagire con lo zolfo e si ottiene un solfuro nero di mercurio particolarmente usato nella prevenzione da avvelenamento da mercurio elementare. Si tratta di un composto preparato alchemicamente e sembrerebbe utile in tantissimi disturbi.

Il ferro avrebbe delle capacità astringenti e quindi aiuterebbe il sangue a mantenere una temperatura costante, né troppo calda e né troppo fredda.

Il rame è piccante e avrebbe la capacità benefiche soprattutto per Kapha: struttura robusta, persone dolci, calme e fedeli.

L’Alchimia Ayurvedica elimina ogni effetto tossico dai metalli per renderli interamente benefici per il corpo. Una volta purificati, si applicano delle erbe medicinali e si brucia tutto: il composto che ne deriva prende il nome di Bhasma.

L’incenerimento viene ripetuto più di una volta per esser certi che le particelle ottenute siano così piccole da poter circolare facilmente nell’organismo. I Bhasma vengono lavorati con miele e burro ghee e poi si somministrano oralmente. Non hanno un sapore sgradevole e agirebbero più in fretta rispetto ad altri composti. Un Bhasma non preparato correttamente può portare a pericolosi effetti collaterali.

Cristalli e gemme

L’Ayurveda consiglia l’utilizzo di diverse pietre che sembrerebbero avere degli effetti benefici sull’organismo. I cristalli sono “colore imprigionato e solidificato” e avrebbero un effetto benefico su tutti e tre i Dosha, dato che oltre alle proprietà cromatiche si aggiungerebbero gli effetti dell’ambiente in cui sono nati e la storia insita.

Lo zaffiro sarebbe utile in caso di reumatismi e sciatica, particolarmente usato in caso di nervosismo e molto indicato per Vata.

Il diamante avrebbe un effetto calmante su Pitta e stimolerebbe, al contrario, Vata e Kapha risvegliando l’energia vitale. In questo modo il corpo risulterebbe essere più sano, più pulito e più equilibrato oltre che sereno. Il diamante viene considerata la pietra guida della meditazione.

Il rubino sarebbe utile in caso di anemia, aiuterebbe a infondere sicurezza e fiducia ed è molto indicato per i disturbi di Vata e Kapha.

Lo smeraldo sarebbe utile per eventuali problemi ai reni e al cuore: pare che doni stabilità.

Il calcedonio sembra essere molto indicato per chi ha problemi respiratori. Aumenterebbe la resistenza corporea, proteggerebbe i bambini dalla paura e li difenderebbe dai pericoli.

L’ametista terrebbe sotto controllo gli eccessi di Vata e Pitta, calmerebbe il mal di testa e infonderebbe amore.

Il quarzo è raffreddante e verrebbe usato per emorragie, asma e debolezza.

Molto usate anche la perla e il corallo. Nella maggior parte dei casi vengono frantumati, imbevuti in acqua di rosa e asciugati sotto il la luce della luna: procedimento che potenzierebbe l’azione raffreddante. La perla avrebbe un’azione antiacido sedativa, calmerebbe la tosse, l’asma, l’ulcera, l’herpes e altre patologie tipiche di Pitta. Il corallo avrebbe le stesse proprietà benefiche: entrambi riescono a compensare i tre Dosha.

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